Programmazione FSE+ 2026–2027

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Le domande degli enti di formazione e il nodo della chiarezza informativa

Negli ultimi mesi AEFOR Emilia-Romagna ha avviato un’interlocuzione istituzionale con l’obiettivo di ottenere informazioni di carattere generale sulla programmazione FSE+ 2026–2027. Una richiesta nata da esigenze concrete: gli enti di formazione accreditati sono chiamati a programmare attività, personale e partenariati con largo anticipo, in un quadro che oggi presenta margini di incertezza.

Di seguito proviamo a rispondere, in modo ordinato, alle domande e alle preoccupazioni più ricorrenti emerse all’interno della rete.

Perché AEFOR ha ritenuto necessario intervenire?

Perché molti enti stanno assumendo decisioni organizzative e occupazionali rilevanti senza disporre di un quadro orientativo minimo sul medio periodo. La richiesta non riguarda singoli bandi, ma la possibilità di comprendere, anche in modo non vincolante, quali scenari e indirizzi generali si stiano delineando per il biennio 2026–2027.

AEFOR sta chiedendo concertazione sui bandi?

No. In modo esplicito e ripetuto, no.
Le richieste formulate non riguardano la concertazione delle procedure di evidenza pubblica né l’anticipazione di misure specifiche. Il quadro normativo e regolamentare è noto e condiviso dagli enti che operano nel sistema regionale.

Perché nelle risposte si richiama la concertazione istituzionale?

Le risposte ricevute hanno correttamente richiamato il ruolo degli organismi di concertazione e i principi di trasparenza e pubblicità degli atti. Tuttavia, questo riferimento appare non pienamente coerente con la natura delle richieste avanzate.

Gli organismi di concertazione operano sul piano politico-strategico generale; gli enti di formazione, invece, chiedono informazioni di scenario utili alla programmazione operativa. I due livelli non coincidono e non sono sovrapponibili.

Dove nasce il disallineamento?

Il disallineamento emerge quando:

  • a una richiesta di orientamento informativo si risponde richiamando strumenti e sedi che non sono deputati a fornire indicazioni operative;
  • il rinvio agli atti formalmente pubblicati diventa l’unico canale informativo disponibile.

In questo modo resta scoperto uno spazio cruciale: quello intermedio tra la definizione politica delle strategie e l’attuazione concreta delle politiche formative.

Perché il calendario degli inviti non è sufficiente?

Il calendario rappresenta uno strumento fondamentale di trasparenza, ma restituisce informazioni su atti già definiti. Non fornisce indicazioni su:

  • priorità tematiche;
  • ipotesi di continuità o discontinuità;
  • orientamenti di medio periodo.

Per chi deve programmare con mesi di anticipo, il calendario è necessario ma non esaustivo.

Chiedere un confronto informativo è legittimo?

Sì. Un confronto informativo:

  • non vincola l’Amministrazione;
  • non incide sulle procedure concorsuali;
  • non altera la parità di accesso.

Può invece contribuire a ridurre incertezze interpretative e a migliorare la coerenza complessiva del sistema, soprattutto in fasi di possibile revisione della programmazione.

Cosa ha chiesto concretamente AEFOR?

AEFOR ha chiesto:

  • se esistano vincoli normativi che impediscano un confronto informativo, anche tramite una call tecnica con la rete degli enti;
  • maggiore chiarezza sui livelli di interlocuzione, distinguendo tra concertazione, informazione di scenario e attuazione;
  • indicazioni sui riferimenti istituzionali richiamati, per consentire agli enti di orientarsi correttamente.

Qual è l’obiettivo di fondo?

L’obiettivo è uno solo: consentire agli enti di formazione dell’Emilia-Romagna di programmare in modo responsabile, riducendo il rischio di decisioni prese in assenza di informazioni di contesto sufficienti.

AEFOR Emilia-Romagna continuerà a operare con spirito collaborativo e senso di responsabilità, nella convinzione che la trasparenza degli atti debba accompagnarsi a una chiarezza informativa coerente con il ruolo dei soggetti attuatori. Una distinzione chiara dei livelli di interlocuzione e un dialogo informativo ordinato rappresentano un interesse comune: delle istituzioni, degli enti di formazione e, in ultima analisi, dei territori e delle persone coinvolte nei percorsi formativi.